Mensile
" La Nostra Voce"
NOTIZIE
Il prossimo 26 luglio, alle ore 17,30, Mons. Ambrogio Spreafico sarà ordinato Vescovo nella Basilica di San Giovanni in Laterano dal segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone. Info su come partecipare sul sito della Diocesi
Giovedì 03 luglio 2008 Mons. Ambrogio Spreafico nuovo Vescovo Coadiutore
Il Papa ha nominato Vescovo Coadiutore di Frosinone-Veroli-Ferentino il Rev.do Mons. Ambrogio Spreafico, del clero della diocesi di Roma, finora Rettore Magnifico della Pontificia Università Urbaniana, concedendogli tutte le facoltà di Ordinario diocesano.
Mons. Ambrogio Spreafico è nato a Garbagnate Monastero, in provincia di Lecco e nell’arcidiocesi di Milano, il 26 marzo 1950. Ha percorso tutto il curriculum studiorum presso la Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo (Padri Barnabiti). È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1975. Ha seguito i corsi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana e quelli di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, dove ha ottenuto la Licenza in Sacra Scrittura, nel 1978, e successivamente il Dottorato, nel 1984. Nel 1976 si è incardinato nella diocesi di Palestrina e, in seguito, in quella di Roma (15 novembre 1988), dove risiede ed esercita il suo ministero sacerdotale. Ha svolto i seguenti incarichi: Docente di lingua ebraica al Pontificio Istituto Biblico di Roma (1978-1991); dal 1992 Docente di Antico Testamento alla Facoltà Teologica della Pontificia Università Urbaniana; Rettore Magnifico della medesima Università (1997-2003); Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Pontificie Romane (2000-2003); dal 1993 Collaboratore parrocchiale di Santa Maria in Trastevere; dal 1998 Consultore della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Dal 2001 è Rettore della Chiesa di S. Egidio; dal 2002 Presidente dell’Arciconfraternita del SS.mo Sacramento e S. Maria della Neve. Nel 2005 è stato nuovamente nominato Rettore della Pontificia Università Urbaniana. Attualmente offre la sua collaborazione anche nella Parrocchia di San Filippo Neri alla Garbatella.
Dal 10 aprile 1998 è Cappellano di Sua Santità. È autore di numerose pubblicazioni ed articoli di carattere biblico e spirituale su diverse riviste e dizionari specializzati. (Da nota Sito CEI)
Solennità dei Santi Pietro e Paolo
Festa della Parrocchia di S. Pietro Apostolo
29 Giugno 2008
Il giorno 29 giugno u.s. alle ore 18 don Luigi, Parroco della Cattedrale ha presieduto la concelebrazione nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Nel corso della celebrazione capitolare, animata dai Cantori del Duomo don Luigi ha ringraziato il Signore per i suoi quarantasette anni di sacerdozio. Nulla ti turbi, niente ti spaventi solo Dio basta. Alle parole di Santa Teresa D'Avila, sottolineate dal canto di offertorio, Don Luigi ha voluto affidare il senso del suo ministero sacerdotale e rinnovare ancora una volta davanti alla comunita` il Suo Eccomi.
Solennità dei Santi Giovanni e Paolo
Titolari della Basilica Cattedrale di Ferentino
26 Giugno 2008
Il giorno 26 giugno u.s. alle ore 18 il Canonico Giuseppe Principali ha presieduto la concelebrazione nella Solennità dei Santi Giovanni e Paolo. Nel corso della celebrazione capitolare, animata dai Cantori del Duomo lo stesso don Giuseppe ha ringraziato il Signore per i suoi diciannove anni di sacerdozio. Hanno concelebrato i Reverendissimi canonici: Don Luigi Di Stefano, Parroco della Cattedrale, Don Giuseppe Sperduti e don Italo Cardarilli.
E' risaputo che l’emblema della "basilica", che si porta in processione in particolari circostanze quando vi partecipa il Capitolo Cattedrale, rappresenta il segno di un'alta espressione della tradizione religiosa cittadina di Ferentino e raccoglie ed assomma in sè ampi consensi dalla pietà popolare. Quest'anno non è potuta uscire in processione perchè ormai troppo deteriorata e malandata.
E' stata aperta una pubblica sottoscrizione a offerta libera per realizzarne una nuova dello stesso valore e stile di quella antica di costo di € 28.590, 00 (IVA compresa).
Chi volesse contribuire può inviare la propria offerta anche alla Pro Loco, oltre che alla Cattedrale, specificando : "per la basilica".
Speriamo di poterla mostrare e benedire nel pomeriggio del 15 Agosto prossimo, festa
dell'Assunta e vigilia del ricordo annuale del martirio di S. Ambrogio.
La Basilica Processionale
Durante la sfilata della processione di S. Ambrogio molte persone hanno
atteso invano il passaggio della "Basilica ", quell'ombrellone a spicchi
rossi e gialli, sotto il quale tutti vogliono porre la testa per avere una
particolare benedizione per la propria salute, ma non è passata.
Tanti lo sapevano, perché era stato ripetuto più volte in chiesa durante la
Novena di S. Ambrogio e non si sono meravigliati.
Si pensava che quella che possediamo, pur con i suoi 94 anni di età, potesse
resistere ancora per un bel po'di anni; purtroppo, l’armatura in legno è in
pessime condizioni con tutti i passanti della cimasa, dove sono raccolte le
varie stecche a raggiera, sbocconcellati e l’ asta principale di sostegno è
attaccata dalle tarme; per non parlare poi della stoffa di seta: già
rattoppata a più riprese negli anni passati, ormai lisa e consunta, dopo la
processione del Corpus Domini del 2007 è rientrata con i festoni dai
bellissimi ricami a brandelli.
La colpa è delle strattonate e dei continui "tira e molla", cui è sottoposta
senza alcun garbo e delicatezza durante tutta la processione.
Per cui, approfittando dello storico evento del IX Centenario della
Cattedrale (1108 - 2008) si è pensato di non perdere definitivamente quella
che abbiamo, conservarla in archivio e farne una nuova.
Essa era stata realizzata a spese della Confraternita del Santissimo
Sacramento nel 1914, sotto 1'episcopato di Mons. Domenico Bianconi
(1897-1922), essendo papa Pio X (1903 - 1914). Ora abbiamo aperto una
pubblica sottoscrizione di tutta la cittadinanza.
La Basilica dà l'idea di un ombrellone, ma in realtà essa vuole essere una
tenda con le cortine talmente accorciate da sembrare dei festoni. E' la
rappresentazione plastica e reale di una piccola Chiesa semovente, a forma
appunto di tenda, che si sposta insieme a un popolo che è in cammino (in
processione). L'idea deriva dalla Bibbia in quanto gli Ebrei, liberati da
Dio dall'Egitto, durante i loro spostamenti nel deserto del Sinai, tra le
altre tende, ne avevano riservata una anche per il Signore Dio, detta "tenda
del Convegno", dove essi custodivano 1'Arca della Alleanza e potevano
incontrarsi e parlare con il Signore.
Praticamente la Basilica è come una chiesa: la casa del Signore.
Perciò compiere il gesto di volersi mettere sotto la basilica è cosa
lodevole e santa se lo si fa religiosamente con rispetto e con fede,
segnandosi con il segno della croce come quando si entra in chiesa. Diventa,
invece, superstizione, quando lo si fa perchè lo fanno tutti, perchè è
usanza, scherzando e ridendo, o per semplice scaramanzia.
Di per sè la parola "basilica", significando "casa del Re," è un appellativo
che viene concesso dalla Santa Sede solamente a determinate chiese illustri
per arte, per storia, che si distinguono per 1'esecuzione e il decoro delle
sacre cerimonie e dei canti nelle celebrazioni; oppure custodiscono
importanti depositi di sacre memorie di una chiesa locale o diocesana e
perpetuano consuetudini e tradizioni di rilievo di una comunità cittadina.
Le Basiliche Maggiori sono le quattro chiese pontificie di Roma: S. Pietro,
S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore e S. Paolo. Le Basiliche Minori
sono tantissime quelle riconosciute come tali dalla Santa Sede in tutto il
mondo. Come segno distintivo di legame con la Chiesa di Roma, sede del Papa,
si possono fregiare di questo particolare emblema da i colori papalini
porpora (rosso) e oro (giallo) della chiesa di Roma (gia colori imperiali).
Non avrebbero valore e senso altri colori. In processione e sempre preceduta
da un proprio campanello o tintinnabolo, che suona ad intermittenza per
avvertire la gente.
All'interno della cattedrale anche 1'altare maggiore è sovrastato da una
composizione piramidale in marmo, sostenuta da quattro colonne, chiamata
"ciborio", fatta anch'essa a forma di tenda con lo scopo di rappresentare il
"Santo dei Santi", che era la cella inaccessibile e più riservata del Tempio
di Gerusalemme.
Noi dobbiamo essere orgogliosi che anche 1'antica Chiesa di Ferentino sia
stata onorata ed insignita di tale prestigioso e nobile titolo e privilegio,
perche è un vanto che ne viene a tutta la città.
Come è costituita la Basilica processionale?
Ogni basilica, tecnicamente chiamata "padiglione (tenda) basilicale deve
rispettare certe misure e disposizioni dettate da canoni ben precisi
tramandati dalla tradizione delle antiche sartorie ecclesiastiche romane.
Quella regolamentare,come la nostra, è costituita da 7 spicchi gialli
terminanti con pendoni rossi, alternati ad altrettanti spicchi rossi
terminanti con pendoni gialli.
La nuova basilica è stata commissionata all'antica sartoria pontificia
"Annibale Gammarelli" di Roma. E' chiaro che non tutte le basiliche hanno
ricami o decorazioni particolari. Potevamo accontentarci di una semplice
basilichetta alla buona. Ma, per non venir meno alla veneranda tradizione
della nostra chiesa locale abbiamo cercato di conservare la stessa
sontuosità, maestosità, nobiltà e decoro di quella antica, per cui oltre
alla nuova impalcatura in legno con l’asta centrale divisa in due parti, i
sette pennoni rossi saranno finemente decorati con ricami a mano.
Essi riporteranno alcune scritte in latino e gli stemmi del Capitolo della
Basilica Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, di cui ne è come l’emblema e
il gonfalone, del vescovo attuale Mons. Salvatore Boccaccio, del papa
Benedetto XVI, del Comune di Ferentino e, siccome viene realizzata con il
libero concorso di tutto il popolo ferentinate, è stata aggiunta (che non
c'era nella precedente) la raffigurazione di S. Ambrogio a cavallo, che
raccoglie tutto 1'affetto e la devozione del nostro popolo, che del resto in
lui si identifica.
d. Luigi Di Stefano (Giugno 2008)
Il Vescovo Diocesano, Mons. Salvatore Boccaccio, con il suo Presbiterio
annuncia il ritorno alla Casa del Padre di S.E. Mons. Angelo Cella, Vescovo
Emerito della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Nato nel 1923 Gorgo al Monticano (TV), Mons. Cella fu promosso vescovo di
Veroli - Frosinone e di Ferentino il 6 giugno 1981. Poi, a seguito della
fusione delle due diocesi, è stato il primo vescovo di
Frosinone-Veroli-Ferentino: dal 30 settembre 1986 al 9 luglio 1999. In
quella data, infatti, la S. Sede ha accettato le sue dimissioni dal governo
della Diocesi per il compimento dei 75 anni e dal 3 ottobre dello stesso
anno, con l’ingresso in Diocesi del suo successore, Mons. Boccaccio, era
divenuto Vescovo emerito.
Le esequie, avranno luogo alle ore 11 di domani (giovedì 29) presso la
chiesa Nostra Signora del Sacro Cuore, in Corso Rinascimento 23, a Roma.
La Diocesi ricorderà il suo primo Vescovo con una Concelebrazione
Eucaristica nella Cattedrale di Frosinone, martedì 3 giugno alle ore 19.
PENITENZIERIA APOSTOLICA
Prot. N. 22/08 08/I
BEATISSIMO PADRE,
Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone - Veroli - Ferentino, unito al clero e ai fedeli affidati alla sua cura pastorale, con animo riconoscente verso Dio, rispettosamente fa presente che il corrente anno è il IX centenario della costruzione della Chiesa Con cattedrale di Ferentino e della sua consacrazione a Dio Onnipotente in onore dei santi fratelli Martiri Giovanni e Paolo.
Per commemorare degnamente questa fausta ricorrenza, dal giorno 10 del prossimo mese di Febbraio, l ^ Domenica di Quaresima, fino al 29 Dicembre 2008, verranno celebrate speciali sacre funzioni ed altre iniziative spirituali, affinché i fedeli, che in quel luogo si prevede accorreranno numerosi, rinfranchino la propria anima con i Sacramenti della Riconciliazione e della SS. ma Eucaristia, e accrescano una sincera devozione ai SS. Giovanni e Paolo e S. Ambrogio centurione, Martire di Ferentino, Patrono e Protettore principale della città e dell'antica Diocesi, le cui reliquie si conservano con devozione nel Tempio giubilare dal 29 Dicembre 1108. Perché si ottengano con più facilità e con più abbondanza questi frutti spirituali, l'Ecc. mo Oratore implora dalla Santità Vostra il dono della Indulgenza Plenaria per quei fedeli devoti.
30 GENNAIO 2008
LA PENITENZIERIA APOSTOLICA, per mandato del Sommo Pontefice, volentieri concede l'Indulgenza Plenaria, adempiute le solite condizioni ( Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), che può essere ottenuta dai fedeli veramente pentiti:
a. - se compiranno un santo pellegrinaggio alla Chiesa con cattedrale di Ferentino ed ivi parteciperanno alla celebrazione liturgica o ad un altro pio esercizio;
b. - se da soli o in gruppo visiteranno il Tempio Giubilare e là si soffermeranno per un congruo spazio di tempo in raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre nostro, con la Professione di fede in qualsiasi formula legittima, e con le invocazioni alla Beata Vergine Maria, ai Santi Giovanni e Paolo e a S. Ambrogio.
Gli anziani, gli infermi e tutti coloro che per giusta causa non possono uscire di casa, avendo il desiderio di unirsi spiritualmente a coloro che compiono una pia visita o un pio pellegrinaggio, parimenti possono usufruire della Indulgenza Plenaria, purché, concepita la detestazione di qualsiasi peccato e l'intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, davanti a una qualsiasi sacra immagine, reciteranno con devozione le preghiere di cui sopra e offriranno con umiltà a Dio misericordioso per mezzo di Maria le malattie e i disagi della loro vita.
Inoltre i fedeli potranno usufruire della Indulgenza parziale ogni volta che, con animo contrito, compiranno con devozione le opere di misericordia o di penitenza o di evangelizzazione proposte dall'Ecc. mo Vescovo di Frosinone - Veroli - Ferentino
Il presente Decreto ha valore per tutto il tempo del Giubileo della Chiesa Concattedrale di Ferentino.
Nonostante qualunque contraria disposizione.
JACOBUS FRANCISCUS S. R. E. Card. STAFFORD Penitenziere Maggiore
+ Joannes Franciscus Girotti, O.F.M. Conv. Vescovo Titolare di Meta, Reggente
PENITENZIERIA APOSTOLICA
Prot. 23 / 08 / I
DECRETO
La Penitenzieria Apostolica, in virtù delle facoltà che le sono state concesse a titolo specialissimo dal Santo Padre il Papa Benedetto XVI, con benevolenza concede all'Ecc.mo e Rev. mo Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone - Veroli - Ferentino che, nel giorno del Nono Centenario della consacrazione della Con cattedrale di Ferentino ( o in altro giorno da scegliere secondo l'utilità dei fedeli), nello stesso Tempio Concattedrale, dopo aver celebrato il divin Sacrificio, imparta a tutti i fedeli presenti che, con animo totalmente distaccato dall'affetto al peccato, abbiano partecipato ai sacri riti, la benedizione papale con annessa l'Indulgenza Plenaria, da usufruire alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione Eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), conservando la facoltà che gli deriva dal diritto comune di impartirne altre tre durante l'anno.
I fedeli che riceveranno la Benedizione Papale, anche se, per seri motivi non parteciperanno fisicamente alla celebrazione, purché l'abbiano seguita con devozione per televisione o per radio ( o altri strumenti di comunicazione), a norma del diritto, possono ottenere l'Indulgenza Plenaria.
Nonostante qualunque altra contraria disposizione:
Dato a Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 30 Gennaio 2008.
JACOBUS FRANCISCUS S.R. E. Card. STAFFORD Penitenziere Maggiore
Joannes Franciscus Girotti, O.F.M. Conv. Vescovo Titolare di Meta, Reggente
Operazione Vescovo-Aggiornamento
Le condizioni di salute vescovo Salvatore,
come già comunicato nei giorni scorsi, destano ancora apprensione. Va
comunque rilevato che lo stabilizzarsi dei valori clinici su parametri
fondamentalmente buoni, accende il cuore alla speranza di un imminente
miglioramento. Pur sedato dai farmaci, Mons. Boccaccio è cosciente di quanto
gli avviene intorno: segue con le labbra la preghiera della Liturgia delle
Ore e del Rosario che i sacerdoti e i laici che lo assistono recitano con
lui e per lui, riconosce e saluta con gesti le persone che possono accedere
al suo capezzale. La attuale situazione di sofferenza e di forzata
inattività fisica, vissuta da don Salvatore nel totale abbandono alla
volontà di Dio e nella continua preghiera, costituisce una lettera pastorale
silenziosa a tutta la comunità diocesana che mai come in questi giorni si
sente unita come una famiglia intorno al padre. E’ bello constatare in
questi giorni il grande affetto e la stima che tantissima gente ha voluto
manifestare a don Salvatore e annotare la “valanga di preghiere” che sta
accompagnandolo in questo momento particolare della sua vita.
Ci piace sottolineare come, in attesa che don Salvatore torni al più presto
alla piena efficienza, la Diocesi continua a camminare senza difficoltà
sulle linee pastorali da lui indicate; linee che, nello stile di comunione
che caratterizza il suo servizio episcopale, sono scaturite dal confronto
sereno tra il Vescovo, il Presbiterio e gli organismi diocesani di
partecipazione. La forzata inattività di don Salvatore di queste ultime
settimane non ha perciò frenato affatto il cammino pastorale della Diocesi,
dove sono confermati tutti gli appuntamenti e le iniziative programmate. In
attesa di un pronto ritorno alla normalità, l’intero presbiterio, gli
organismi di Curia, gli operatori pastorali, garantiscono e confermano tutto
il loro impegno ben sapendo di essere sostenuti, se non dalla parola, dalla
preghiera e dall’esempio del Vescovo Salvatore. Un ringraziamento
particolare, va al Vicario generale, Mons. Luigi Di Massa che con la
saggezza che lo caratterizza, in piena sinergia con il Vescovo, sta
sostenendo l’onere di mantenere il timone della nostra Chiesa sulla rotta
segnata.
Il Consiglio Episcopale diocesano
(Fonte: Sito Diocesano)